L'IDROSFERA

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L'IDROSFERA by Mind Map: L'IDROSFERA

1. L'idrosfera continentale e le sue interazioni - il corso del fiume

1.1. Montagna

1.1.1. In montagna il fiume ha un alveo (letto) ampio, e quando piove si riempie molto ed erode gli argini.

1.1.2. Quando non piove il livello diminuisce, l’acqua scorre più lentamente e deposita i materiali (sabbia e ghiaia) che formano delle BARRE (isolotti) tra i quali scorre il fiume.

1.2. Pianura

1.2.1. In Pianura il fiume ha un letto più stretto e l’acqua scorre più lentamente.

1.2.2. I sedimenti sono per la maggior parte sono materiali fini (principalmente sabbia e fango) che si depositano sugli argini.

1.2.3. Il corso del fiume è formato da un solo canale ed ha molte curvature, chiamate “meandri”.

2. L'idrosfera marina e le sue interazioni - coste alte e coste basse

2.1. Rocciose

2.1.1. Nelle coste rocciose si possono trovare, falesie, promontori e piccole spiagge.

2.1.2. L’erosione del mare o dell’oceano avviene sulle sporgenti , promontori. E il materiale eroso finisce sul mare o si deposita nei lati dei promontori , e forma delle piccole spiagge.

2.2. Sabbiose

2.2.1. Le coste sabbiose sono in genere pendenti verso il mare e la forza delle onde che agisce sulla spiaggia viene distribuita uniformemente .

2.2.2. Tutta la sabbia accumulata viene trasportata verso l’interno della terra grazie al vento , e forma le DUNE , dove crescono arbusti che possono resistere alle intemperie della costa.

3. Il ciclo dell'acqua

3.1. Evaporazione

3.1.1. Infatti il Sole riscalda l’acqua negli oceani e nei mari e la fa evaporare , essa sale su nell’atmosfera dove si condensa e ricade per maggior parte nel mare e una piccola parte (1/10) sulla terra. Però anche l’acqua presente sulla terra evapora e anche la traspirazione dalle piante ed insieme vengono chiamate insieme come Evapotraspirazione .

3.2. Condensazione

3.2.1. E l’evapotraspirazione insieme all’evaporazione dell’acqua del mare e degli oceani , si condensa e cade sulle terre emerse.

3.3. Rigetto nel mare/oceano

3.3.1. Qui va nelle acque che ci sono sulla terra le quali alla fine ritornano sempre sul Mare / Oceano e così ricomincia i ciclo.

4. Le falde idriche

4.1. Le rocce possono essere disposte in questo modo a partire da fondo: ● STRATO PIÙ PROFONDO (MARNE IMPERMEABILI ALL’ACQUA) ● ARENARIE PERMEABILI ● ARGILLA IMPERMEABILE ● SABBIE E GHIAIE

4.2. L’acqua proveniente dalle piogge cade sul terreno cade nel sottosuolo fino a trovare uno strato impermeabile ( Acquicludo) , qui l’acqua si deposita e viene chiamata Acquifero e se la falda è libera di oscillare rispetto alla quantità di acqua che riceve viene chiamata (falda freatica) e per poterla sfruttare viene installato un pozzo freatico , con il quale si pompa l’acqua per farla fuoriuscire.

4.3. Invece se una falda è imprigionata cioè compresa tra due Acquicludi quindi andata in profondità non deve essere scavato un pozzo artesiano, che è posto sotto la quota di alimentazione della falda e che grazie alla pressione di essa farà uscire l’acqua senza aver bisogno di pomparla, quindi a pressione, quando essa raggiunge un livello inferiore a dove è posto il pozzo allora bisognerà inserire una pompa per pompare l’acqua come nei pozzi freatici.

5. La formazione dei meandri

5.1. Nelle zone pianeggianti possiamo vedere dei fiumi con grandi curve, quest ’ ultime sono chiamate Meandri e la loro forma cambia nel tempo. Esse si accentuano con i fenomeni di erosione e deposizione che avvengono alle sponde del fiume.

5.2. Le rive concave sono quelle sponde, dove l’acqua ha una velocità maggiore e che vengono erose maggiormente dall’acqua. Nelle rive convesse invece la velocità dell’acqua è minore ed è proprio qui che si depositano i materiali trasportati dall’acqua. Queste due ultime con il passare del tempo modifica le curve del fiume.

5.3. I meandri possono essere avvolte tanto accentuati che possono essere separati da un piccolo spazio di terra , chiamato collo di meandro. Se si verifica un’inondazione l’acqua può coprire tutta la terra e a inondazione terminata il meandro rimane tagliato fuori dal corso del fiume , lasciando depositare tutti i materiali lì. E il ramo morto che rimane è chiamato laghetto a corna di bue

6. La velocità dell'acqua

6.1. LA VELOCITA’ DELL’ACQUA DIPENDE QUINDI DA 3 COSE: ●PENDENZA DELL’ALVEO ●PROFONDITA’ DELL’ACQUA ●RUGOSITA’ DEL LETTO DEL FIUME

6.2. PER ESEMPIO: ● Nel il corso di un piccolo fiume la velocità dell’acqua diminuisce vicino alle sponde del fiume, perché l’acqua fa attrito

6.2.1. ● con il materiale dell’alveo, invece la velocità aumenta via via andando verso il centro

7. I fenomeni franosi

7.1. La frana ha tre parti principali: ● La nicchia di distacco, da dove è partita la frana ● Il pendio della frana, il percorso che ha fatto la frana ● L’accumulo di frana, dove si è depositata la frana

7.2. Si deve cercare di prevenire le frane, soprattutto dalla antropizzazione

7.3. Dobbiamo sempre prevenire le frane soprattutto in Italia , un paese dove avvengono molti fenomeni di frane e ci sono geologi che studiano i territori franosi e danno prevenzioni per come impedirle.

7.4. I geologi per prevenire le frane possono usare diversi metodi: ● Con opere di rimboschimento ● I terrazzamenti ● Poi ci sono anche diverse opere ingegneristiche che servono apposta per prevenire le frane

8. Le caratteristiche dei ghiacciai

8.1. I ghiacciai

8.1.1. • Bacino di alimentazione : si trova nella parte più alta e dove si accumula la neve. • Bacino di ablazione : si trova nella parte in fondo dove prevale la fusione del ghiacciaio che termina con il fronte glaciale, da cui spesso si formano torrenti.

8.1.2. Ci sono diversi tipi di ghiacciai , per esempio i funghi di ghiaccio. I detriti nei ghiacciai possono accumularsi frontalmente o lateralmente, formando le Morene.

8.1.3. I ghiacci polari rappresentano la riserva più grande di acqua dolce al mondo. Grazie a loro si possono avere anche tante informazioni sul nostro passato e anche sul cambiamento climatico.

9. Il bilancio della massa glaciale

9.1. Ogni ghiacciaio sembra che stia fermo ma in realtà si muove, e mentre si muove può crescere, ridursi o restare delle stesse dimensioni. Ogni ghiacciaio ha una zona di alimentazione e una zona di ablazione. Avvolte si può formare sotto il ghiacciaio uno strato di acqua che aiuta lo spostamento del ghiacciaio.

9.2. I cambiamento dei ghiacciai dipende dal clima, se il clima è caldo i ghiacciai si sciolgono e avvolte possono finire nel mare, ablazione marina, creando gli Iceberg di varie dimensioni, Bilancio negativo. Se invece è stato un anno più freddo gli ghiacciai aumentano di massa, Bilancio positivo.

10. Profilo lungitudinale del ghiacciaio

10.1. Il profilo longitudinale è un formato da una superficie superiore dell`antico

10.2. Un profilo longitudinale frastagliato può essere dal tipo di rocce su cui si muove , e può influenzare azione erosiva provocata dal ghiaccio. Dove le rocce sono più morbide si formano Circhi e Ombellichi. Le Soglie sono le parti dove il ghiaccio ha esercitato una minore azione erosiva, o le rocce sono più resistenti.

10.3. Mano a mano che fonde lascia i materiali erosi che prendono il nome di Morene , e possono far formare laghi ma anche le altre parti come gli ombellichi

11. Il moto ondoso

11.1. Il punto più alto della onta si chiama Cresta e quello più basso Ventre.

11.2. Gli elementi che caratterizzano un'onda sono la lunghezza e l'altezza.

11.3. Le onde sembrano di forma simmetrica ma invece quando si avvicinano alla costa si deformano, e poi si rompono

11.4. Le onde descrivono orbite circolari, grazie al vento, e si esauriscono prcedendo verso il fondo e non c'è trasporto d'acqua,dato che la particella ritorna sempre a dove era prima, e vengono chiamate Onde di Oscillazione.

11.5. Andando verso la costa quest'ultime diventano Onde di Traslazione, onde dove si ha un trasporto d'acqua, le orbite circolari si deformano e diventano più ellittiche e schiacciate fino ad arrivare in fondo ad arrivare le particelle a muoversi avanti ed indierto.

11.6. Infine si crea il Frangente e la Risacca

12. L'azione del mare e l'erosione delle coste

12.1. L'azione del mare può modellare le coste, e può eroderle

12.2. Erosione delle coste

12.2.1. Basse

12.2.1.1. Nelle coste basse, le onde possono allontanare i materiali detritici e far arretrare il litolare.

12.2.2. Alte

12.2.2.1. L’abrasione marina sulle coste alte ha più effetto se vi sono dei fondali bassi, mano a mano che vi è l’erosione si formano delle sottospecie di grotte ai piedi delle costa chiamati frangenti, i quali, quando le onde impattano contro la roccia fanno si che l’aria al loro interno si comprimi e quindi ad avere un pressione più forte, tutto questo avviene ogni volta che l’onda colpisce la roccia e piano piano sgretola la roccia e infine la separa in frammenti.

12.2.2.2. In corrispondenza del livello medio del mare vi è un erosione più uniforme che poi andrà a formare il SOLCO DI BATTIGIA e LA RIPA parte sovrastante del solco di battigia, molto lentamente frana e così da arretrare sempre di più, questa si chiama FALESIA e, quando il materiale franato riesce a contenere l’erosione così da non far più arretrare essa, prende il nome di FALESIA MORTA.